ATTIVITÀ

Servizi zooantropologici

attività

I servizi di zooantropologia hanno l’obiettivo di utilizzare la relazione con gli animali per dare contributi di miglioramento per la persona sia di ordine educativo che di ordine assistenziale

Per diventare Operatore di Servizi Zooantropologici occorre:

avere conseguito il diploma corrispondente nelle aree di competenza, vale a dire zooantropologia didattica, Pet Therapy e zooantropologia equestre;

nel caso si voglia coinvolgere un animale nella attività di relazione è indispensabile essere una coppia pet partner certificata.

I servizi zooantropologici sono erogabili sia da sedi appositamente approntate sia appoggiandosi a sedi esterne ospitanti e riguardano:

l’area educativa o zooantropologia didattica;
la Pet Therapy o zooantropologia assistenziale.

Ludoteche zooantropologiche

Sono strutture espressamente concepite per realizzare progetti di zooantropologia didattica, equipaggiate con tutti i materiali che consentono di realizzare sia le attività che i laboratori previsti nel “metodo ZD”

Il metodo ZD applicato alle attività didattiche si basa sul “coinvolgimento motivazionale del discente” attraverso la relazione. Il principio di base del metodo ZD è l’idea che per apprendere occorre essere motivati ovvero che il discente consideri l’apprendimento “una meta che vuole raggiungere” e non per un obbligo o un baratto ma perché ambisce raggiungerla in quanto lo riguarda.
Il metodo ZD si basa sulla relazione, considerata come un luogo ove è possibile operare un “ingaggio motivazionale” ossia coinvolgere il discente su una meta che preveda un’esperienza di apprendimento. Il principio fondativo del metodo ZD è che la relazione può assumere diverse “dimensioni” e che ogni dimensione opera un ingaggio motivazionale differente, favorendo ciascuna una certa esperienza di apprendimento.

Una ludoteca zooantropologica è pensata per rendere possibili le diverse “dimensioni di relazione” e quindi di favorire quelle esperienze di apprendimento:

  • che siano più in linea con le caratteristiche del bambino;
  • che siano più coerenti rispetto agli argomenti di apprendimento che prevede;
  • che aiutino quel particolare ragazzo a superare le sue difficoltà nel processo di apprendimento;
  • che siano in grado di garantire un livello di coinvolgimento che sia adeguato rispetto alla difficoltà del compito.

Le dimensioni di relazione sono implementate attraverso specifiche “attività di relazione” per cui abbiamo attività che lavorano sul coinvolgimento del ragazzo nella raccolta, nell’esplorazione, nella collaborazione, nella cura e via dicendo. Una ludoteca zooantropologica deve pertanto consentire la realizzazione di queste attività, fondamentali per aprire le diverse dimensioni di relazione e operare gli ingaggi opportuni.
Una ludoteca zooantropologica deve pertanto essere fornita come base:

  • di una sala adibita alle attività manuali o prattognosiche e alle attività di esercizio psicomotorio per quanto concerne lo yoga animale e la zoomimica, nonché a tutte quelle attività ludico esperienziali che si basano sull’espressività;
  • di una sala adibita ai laboratori sensoriali, alle attività sillegiche (raccolte, collezioni) ed epimeletiche (attività di cura) e alle attività cognitive in senso lato, con supporti cartacei e visivi per accrescere le conoscenze del bambino;
  • di un piccolo giardino ove poter effettuare esperienze di relazione diretta con gli animali, sia di ordine dimostrativo-osservativo sia di ordine interattivo.

La ludoteca zooantropologica può fungere da momento complementare all’attività didattica ordinaria come può rappresentare uno specifico approccio nei servizi offerti alla scuola d’infanzia. Realizzare una ludoteca zooantropologica significa pertanto non solo avere un luogo opportunamente pensato per mettere a punto il metodo ZD ma anche per poter dare servizi generici di didattica scolastica o ricreativa.

Poli zooantropologici

Un Polo zooantropologico è un centro che consente di realizzare i servizi di “zooantropologia applicata” sia di ordine consulenziale (migliorare e valorizzare la relazione con le altre specie, siano gli animale in senso lato sia l’animale che vive con noi) sia di ordine interventistico (utilizzare la relazione con le altre specie per far emergere dei contributi migliorativi di ordine educativo o di ordine assistenziale.

Nel caso della zooantropologia assistenziale (Pet Therapy) vanno intese come sedi appositamente approntate i “poli zooantropologici” e come sedi esterne gli ospedali, le case protette e ogni tipo di struttura adibita a servizi socio-sanitari. I progetti di zooantropologia assistenziale sono stati sviluppati da Siua a partire dalla fine degli anni ‘90 mettendo a punto tre saggi di ricerca, una serie di pubblicazioni scientifiche e dei precisi protocolli prescrittivi.
Un Polo zooantropologico è un centro polifunzionale che rende possibile quelle attività che sono previste dalle diverse aree della zooantropologia applicata e in special modo le attività che prevedono il coinvolgimento diretto degli animali, a differenza di una ludoteca zooantropologica che viceversa è specificamente dedicata ad attività che fanno riferimento agli animali ma non necessariamente li coinvolge in concreto.
In questo senso un Polo zooantropologico non può non avere degli spazi all’aperto che consentano l’attività specifica di relazione con gli animali, oltre ad avere delle aule coperte che rendano possibili le altre attività. La grandezza media di un Polo zooantropologico può variare tra mezzo ettaro ai 10 ettari di spazi all’aperto, spazi che devono essere organizzati in più aree destinate a specifiche attività.

Possiamo pertanto considerare le seguenti aree di base:

  • un’area dedicata alla relazione libera con animali domestici a stabulazione libera che non può essere inferiore a una grandezza 50 metri per 20 metri;
  • un’area dedicata alla relazione ludico sportiva con il cane, attrezzata per le attività cinetiche e di ricerca della grandezza di circa 30 metri per 30 metri;
  • una o più aree campetti ove fare attività consulenziale di pet-ownership o di tutoraggio per migliorare la relazione con il cane della grandezza 20 metri per 20 metri;
  • un’area dedicata alle attività di socializzazione e alle attività di valutazione delle caratteristiche del cane della grandezza di circa 30 metri per 30 metri.

A queste possono aggiungersi:

  • il giardino degli insetti per osservare l’entomofauna;
  • lo stagno per poter fare attività di pond watching;
  • Il birdgarden realizzato insieme a un orto botanico;
  • la piscina per fare attività con il cane.
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